Agenda
Il congresso si svolgerà tra il 7 ed il 10 settembre 2026, lunch to lunch. La Cerimonia di apertura del Congresso si terrà nell’Aula Magna dell’AdP alle ore 14:00 del 7 settembre 2026. Nella stessa aula si terranno le sessioni plenarie e le tavole rotonde del Congresso. Altre tre aule ospiteranno le sessioni tematiche per contributi orali, mentre gli spazi antistanti alle aule ospiteranno i poster, i coffee break e i light lunch.
Nel pomeriggio del giorno 8 settembre si terrà la Tavola Rotonda “50 anni di S.It.E.: riflessioni su passato, presente e futuro della società”. Nel primo pomeriggio del 9 settembre si terrà l’Assemblea dei soci S.It.E. Al termine è prevista la visita al Palazzo del Principe, raggiungibile a piedi dalla sede congressuale, dove avrà anche luogo la cena sociale.
Il Congresso si concluderà alle ore 13:00 del 10 settembre con la Cerimonia di chiusura, durante la quale saranno assegnati i premi destinati ai giovani Soci.
I contributi orali saranno presentati nelle sessioni tematiche parallele.
I poster saranno discussi in sessioni dedicate, negli spazi antistanti alle aule che ospiteranno le sessioni parallele, dove dovranno comunque restare esposti per tutta la durata del Congresso. Compatibilmente con la disponibilità di uno slot temporale adeguato, verrà data al primo autore la possibilità di esporre oralmente in 2 minuti il proprio poster. Per questa eventuale possibilità, coloro che sono interessati dovranno indicarlo in fase di sottomissione degli abstract (contrassegnando la relativa casella).
Sessioni tematiche
Le reti trofiche, insieme alle altre interazioni ecologiche, rappresentano l’architettura di quel tangled bank (sensu Charles Darwin, On the Origin of Species, 1859) che lega tra loro gli esseri viventi in un apparente caos, al quale invece sottendono precise leggi di natura. Svelare tali leggi e fare ordine nella complessità naturale ci consente di avanzare nella comprensione dei meccanismi che regolano la struttura delle comunità, il funzionamento e la stabilità degli ecosistemi. Tale comprensione, alla quale la presente sessione vuole contribuire, risulta urgente considerando la crescente pressione antropica e climatica a cui sono sottoposti gli ecosistemi ad ogni latitudine e la loro capacità di fornire beni e servizi all’uomo.
I cambiamenti ambientali indotti dalle attività antropiche possono causare alterazioni a diversi livelli di organizzazione biologica e a differenti scale spaziali e temporali. Comprendere il loro ruolo nel determinare le caratteristiche strutturali e funzionali dei sistemi ecologici, nonché sviluppare soluzioni sostenibili per minimizzare gli impatti, rappresenta una priorità.
La sessione invita contributi che affrontino gli effetti di diversi tipi di disturbo ambientale (chimico, fisico e biologico) su organismi, popolazioni, e comunità, così come sulla struttura e sul funzionamento degli ecosistemi, includendo le possibili risposte adattative e non adattative ai diversi tipi di disturbo.
Il cambiamento climatico in atto produce alterazioni significative sugli ecosistemi in termini di struttura, funzione, interazioni, perdita di biodiversità e di servizi ecosistemici. La comprensione delle dinamiche ecologiche di tali impatti è di fondamentale importanza per identificare gli hotspot di vulnerabilità e resilienza e proporre interventi di gestione e misure di adattamento che possano aiutare la resilienza della biosfera ai cambiamenti climatici. Questa sessione esplora gli effetti dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi, la loro capacità adattativa e le possibili sinergie tra adattamento, mitigazione e sviluppo sostenibile. I relatori sono invitati a presentare casi studio, avanzamento metodologici e tecnologici per determinare la capacità di recupero, resistenza e resilienza degli ecosistemi ai cambiamenti climatici, con particolare focus sulle strategie di adattamento e di mitigazione climatica.
La sessione si propone di esplorare il ruolo cruciale dell’ecotossicologia come strumento diagnostico e predittivo per la conservazione della biodiversità negli ecosistemi terrestri, d’acqua dolce e marini. Sono apprezzati contributi di ricerche finalizzate alla valutazione dei rischi legati all’immissione di contaminanti in ambiente, all’applicazione di sistemi innovativi per il monitoraggio della qualità e dello stato di conservazione degli ecosistemi, oltre che allo sviluppo e validazione di biomarker per la valutazione precoce della perdita di biodiversità; all’integrazione dei dati ecotossicologici nelle strategie di conservazione e nelle politiche ambientali. La sessione mira a favorire un dialogo collaborativo tra ecotossicologi ed ecologi della conservazione per sviluppare soluzioni integrate.
La prosperità e il benessere del genere umano dipendono da uno sfruttamento sostenibile degli stock di capitale naturale (CN). La conservazione del CN può garantire la generazione continua di Servizi Ecosistemici (SE) che sono vitali per il benessere umano. È necessario preservare la biodiversità per il suo valore intrinseco e per i flussi di SE generati, migliorando la conoscenza dei complessi processi di funzionamento degli ecosistemi in un contesto di cambiamento globale.
È auspicabile promuovere una visione One Health basata su un approccio di tipo transdisciplinare, riconoscendo l’interconnessione e la reciproca dipendenza tra la salute umana, degli animali (selvatici e domestici), delle piante, dell’ambiente e l’integrità degli ecosistemi con i loro processi di funzionamento, tenendo inoltre conto delle generazioni future come precisato dalla nostra Costituzione e dal Patto per il Futuro dell’ONU.
Per molti SE il valore economico non è contabilizzato dal mercato e, di conseguenza, tali servizi sono eccessivamente sfruttati e degradati dall’inquinamento generato dalle attività antropiche. L’importanza di realizzare valutazioni ecologiche e stime monetarie del CN e dei SE, anche attraverso tecniche di contabilità ambientale, è stata riconosciuta a livello internazionale. La sessione proposta accoglierà contributi relativi ad aspetti teorici, metodologici e applicativi sul tema.
Nonostante gli enormi sforzi di conservazione e la continua attuazione di nuove misure di gestione volte a preservare la loro capacità di produrre beni e servizi necessari per il benessere umano, gli ecosistemi stanno sperimentando tassi di cambiamento senza precedenti.
A due anni dall’entrata in vigore della legge europea sul Restauro della Natura e nel pieno della messa a punto dei Piani Nazionali di Ripristino da parte degli Stati Membri, c’è ancora tanto bisogno di conoscenza. I risultati sono spesso dipendenti dal contesto e da altre covariate ambientali e antropogeniche, le tecniche sono ancora in molti casi in via di definizione ed il monitoraggio dei risultati circa il funzionamento degli ecosistemi è ancora oggetto di studio. La sessione proposta ambisce a fornire una piattaforma di scambio di esperienze circa gli effetti del restauro ecologico sul funzionamento degli ecosistemi, con l’ambizione di produrre un’analisi del noto, una identificazione delle lacune di conoscenza e l’individuazione dei passi futuri per colmarli.
I suoli della Terra forniscono beni e servizi fondamentali per l’uomo: sono alla base dei sistemi alimentari, forniscono acqua pulita e habitat per la biodiversità, sequestrano carbonio e sostengono il patrimonio culturale e paesaggistico. Le alterazioni quantitative e qualitative, che i suoli stanno subendo per effetto dell’attività antropica, rendono necessaria una loro gestione sostenibile, nell’interesse delle generazioni presenti e future.
I contributi a questa sessione potranno spaziare dallo studio di questa importante componente degli ecosistemi terrestri (con riferimento a comunità edafica, processi, interazioni biotiche, interazioni organismi/ambiente fisico-chimico) alla valutazione dell’effetto del disturbo antropico su di essa e all’individuazione di strategie per il ripristino di suoli degradati (in aree a rischio desertificazione, in aree interessate frequentemente da incendi, in ambienti agricoli gestiti in modo non sostenibile, in zone inquinate etc.).
La sessione esplorerà l’integrazione tra metodologie tradizionali e tecnologie avanzate per l’analisi spaziale degli ecosistemi, evidenziando il ruolo di questa sinergia nel supportare strategie efficaci per la gestione sostenibile delle risorse naturali e in aree vaste. Saranno presentati diversi casi studio che, attraverso l’integrazione di dati raccolti in situ e dati derivati da sensori remoti, GIS, modellizzazione ecologica e strumenti di analisi avanzata, offrono un contributo significativo al monitoraggio ambientale, alla conservazione della biodiversità e alla gestione dei mosaici ecosistemici in ambienti terrestri e acquatici. Particolare attenzione sarà dedicata allo sviluppo e all’applicazione di indici ecologici spazialmente espliciti, all’analisi della funzionalità del mosaico e alla valutazione degli impatti antropici sugli ecosistemi. La sessione si propone di stimolare il confronto tra ricercatori per individuare strategie efficaci nella gestione e conservazione dei mosaici di ecosistemi in diversi ambienti, affrontando le sfide di sostenibilità nel contesto del cambiamento globale.
Di fronte alle sfide ambientali globali, l’Ecologia, oltre a fornire una comprensione profonda della fragilità degli ecosistemi e dell’impatto delle attività umane sulla Terra, deve avere un ruolo importante anche nell’educazione alla sostenibilità, che mira a sviluppare una cittadinanza in grado di comprendere le interconnessioni tra ambiente, società ed economia e di agire responsabilmente per il benessere del pianeta e delle generazioni future. Ai giovani, che sono i più colpiti dalle conseguenze dei problemi ambientali e, allo stesso tempo, i più capaci di generare un cambiamento positivo, bisogna fornire gli strumenti per comprendere le sfide del nostro tempo, sviluppare un senso di responsabilità verso il pianeta, adottare comportamenti sostenibili nella vita quotidiana e nella rigenerazione degli ecosistemi degradati. In questa sessione potranno essere presentati casi studio su attività pratiche, come progetti di ricerca, laboratori, uscite sul campo, per coinvolgere attivamente studenti e cittadini e sviluppare un legame emotivo con la natura. Saranno inoltre accolti contributi relativi a studi sperimentali volti ad approfondire le dinamiche dell’educazione ambientale e a individuarne le strategie più efficaci per promuovere un reale cambiamento.
Le invasioni biologiche rappresentano un importante fattore di alterazione della struttura e del funzionamento degli ecosistemi, influenzando le dinamiche di comunità e le interazioni biotiche.
La sessione accoglie contributi sui meccanismi ecologici che regolano l’introduzione, l’insediamento e la diffusione delle specie aliene, con riferimento alle caratteristiche degli ecosistemi, alle interazioni tra specie e ai fattori ambientali che ne influenzano il successo, anche in relazione ad altri fattori di cambiamento globale.
Sono incoraggiati studi sugli effetti a diverse scale e approcci basati su monitoraggio, esperimenti e modellizzazione, con particolare attenzione al collegamento tra evidenze ecologiche e strategie di gestione.
La sessione si inserisce nel quadro delle politiche e degli accordi internazionali sulla biodiversità e sulle specie invasive, tra cui il Regolamento (UE) n. 1143/2014 e il Global Biodiversity Framework della Convention on Biological Diversity.